- Rebecca.
- Francesco.
- Allora mi parli ancora..
- Mh..
- [...]Come mai sola, questa sera?
- [...]Invero mi capita spesso di essere sola.
- [...]Dovresti sceglierti amanti più costanti..
- [...]N-non.. non sono fatti tuoi.
- Vuoi sposarmi.. eppur mi temi?
- Volevo. Volevo.. perchè adesso non ho più niente da darti.. l'hai detto tu stesso.
- Ed ora non vuoi più? Ci hai ripensato?
- Ho aperto gli occhi.. Finalmente ho capito che tu non hai mai voluto.. Non sei contento?
- No. Non son nato per esser contento. E allora perché mandi quel moccioso a disturbarmi mentre lavoro?
- N-non volevo parlare con te. E poi.. Mateo mi ha detto che stavi abbracciando una ragazza fulva.. non che lavorassi.
- Eppure qualcosa 'l volevi, s'a me lo mandasti.. Sì, forse la stessa ch'hai sentito gemer per tutta la notte com'usignolo all'alba.. Il nuovo acquisto della locandiera. Bella voce. Eppur ti consoli, ch'io non sento nulla.. per quanto amene sian le carni che tocco, le labbra che bacio.. io non ne traggo alcun piacere. Godetevi la vita, voi che potete.. Godete il dolce e l'amaro, pur che sian sapori.. poiché in morte la lingua è secca, e i vermi, e la terra.. non san di nulla.
- Volevo che tu ricordassi quello che ci siamo detti.. prima che tu diventassi l'essere insensibile che sei ora. Anche con me.. non hai mai provato nulla? La mia vita era tua.. Adesso che mi hai negato la possibilità di vivere.. e di essere felice.. preferisco morire.
- Le ricordo, le parole.. Anche la mia vita non m'appartiene. Credi che l'amore possa qualcosa contro la morte?
- Ho sempre pensato che avrei potuto vivere col tuo amore.. E che io avrei potuto donarti un qualche sollievo alle tue sofferenze, col mio.
- Eppur io non sento ancora niente.
- Se solo tu avessi capito.. che ti avrei dato tutto il tempo del mondo..

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