- L’educazione è solo l’abbigliamento esteriore del rispetto. Burocrazia. Forma priva di sostanza. Fumo negli occhi. Così come l’estetica è solo l’abbigliamento esteriore dell’eleganza… e la religione lo è della fede. Stregoni, sacerdoti, sciamani… Dio, loa o Buddah. Sono solo parole. E’ quello in cui credi che conta. Ti sorprende così tanto che io creda in qualcosa? Tu non credi in nulla?
- Non sono sorpresa.. solo curiosa. Non ho mai incontrato qualcuno come te. Io credo in quello che vedo. E nel Dio Denaro.
- Il Dio denaro crea i bisogni che poi ti promette di poter soddisfare. Non è un Dio che porta appagamento. E non può darti quello che cerchi. Ma tu questo lo sai… E hai molta più fede di quella che vuoi far credere. Hai affrontato il mare, no…?
- Fino ad ora mi ha dato quello di cui avevo bisogno. Sono qui da qualche anno. Ed ho affrontato il mare, per fuggire ad una vita che non avrei voluto.
- Quindi sei salita su un pezzo di legno e hai attraversato l’Oceano. E anche se avessi pagato la tua nave una pioggia di monete… e avessi preso la ciurma migliore sul mercato… ti sei comunque affidata a qualcosa di più grande. Immersa completamente in una distesa infinita per gli occhi, insondabile per la mente… ti sei affidata a lei. Alle sue correnti, al suo vento… lasciandoti condurre. Sapendo bene che le sarebbe bastato un nonnulla… un singhiozzo minimo… per trasformare la tua costosa avventura in un funerale. Ti sei rimessa completamente nelle mani di qualcosa di più grande di te. Hai avuto speranza… e fiducia. Ed è questa l’esatta definizione dell’avere fede. E sembra sia stata ben riposta, no…?
- All'epoca non sapevo navigare.. ho solamente speso i miei risparmi per pagare un equipaggio che mi portasse nel Nuovo Mondo. Beh, sì. Sono viva. E adesso.. è questa la mia casa.
- Appunto… Da quanto sei qui…? E un nome… ce l’hai?
- Beh, sono.. più di due anni. Mi hanno dato molti nomi, in questi anni.. Ti dirò quello con cui sono nata e con cui mi conoscono quasi tutti.. Rebeca. E tu?
- Papa Yvor. Lars, per i figli del Dio denaro. E mi fa piacere che almeno uno dei presenti abbia una casa… Devi aver trovato qualcosa di più prezioso del denaro, ritengo, se hai deciso di gettare l’ancora in un posto in cui eri “finita per caso”…
- Yvorr.. Beh, posto dove stare ce n'è.. Abbiamo una taverna, la Perla Nera.. o se preferisci, c'è il porto. A volte mi è capitato di dormire tra quelle palme. Beh, sì. Un lavoro e.. l'arrivo di una famiglia.
- Questo è decisamente più probabile… Questo l’ha resa una casa. [...]Cos’è andato storto?
- Tante cose.. Ho conosciuto tanti uomini da quando sono qui.. Soldati, pirati, corsari, artisti.. ma nessuno di loro è ciò che avrei desiderato. Se ne sono andati, prendendosi di me ciò che volevano.. e lasciandosi indietro ciò che non volevano più. In realtà, avrei preferito evitare di parlare di questo.
- Conosci la storia dell’uomo che non riusciva a non pensare prima di ogni risposta…? Quando il Maestro chiese agli abitanti del villaggio quale fosse l’uomo più intelligente tra loro, loro gli indicarono l’uomo che pensava sempre. Il Maestro gli chiese, allora, quale fosse la vera natura di Dio… e l’uomo, come suo solito, si mise a pensare. Non ne uscì che impazzendo. Strappandosi i capelli e urlando… il matto del villaggio rise di gusto… e il Maestro lo indicò. Quella è la risposta, disse. Quello è il più saggio tra voi. Cosa significa secondo te?
- Che.. non bisogna pensare troppo? Non saprei. Oppure significa che Dio se ne infischia di quello che ci succede e il matto del villaggio lo sapeva bene..
- Significa che l’intelligenza non è cultura. Che la cultura non è saggezza. Che la saggezza non è verità. E che la verità non è liberazione. Le domande importanti non hanno mai risposte razionali. La saggezza non risiede nel pensiero articolato, o nell’intelligenza… tutt’altro. Lo ribalta, lo costringe a seguire altre strade. Ne annienta l’efficacia. La disarma… spiega che è l’altra faccia della medaglia della follia… e che, alla fine di tutto, tra il dolore e le ingiustizie, l’unica divisione che conta davvero è tra chi urla e si strappa i capelli e chi, invece, si ricorda di ridere. E che le domande che non vogliamo farci… e le cose di cui non vogliamo parlare… sono proprio quelle che vale la pena porsi ed articolare ad alta voce. Per dare una forma ai tuoi demoni. E sapere dove colpire… o come raddrizzare la rotta. [...]Ti accompagno a lavoro?
- In te c'è molto più di quello che mostri. [...]Come preferisci.
- Io non nascondo niente. Non vado mica in giro a dire che mi importa solo del denaro…
- Io non mento mai.
- Hai corso un bel rischio, su quello scoglio…
- Ogni lasciata è persa.
- Credevo che una figlia dell’oro non credesse nelle occasioni. Sarebbe un po’ come credere nel destino, no? Una fedele del Dio denaro dovrebbe sostenere che le occasioni si creano… Non corri un po’ troppo per essere una che si lamenta di aver visto troppi uomini? Io non so delle occasioni o del destino… Non so cosa vuoi… cosa cerchi, cosa ti aspetti da me… o chi credi che io sia. E deve essermi chiaro questo, prima di ogni altra cosa. Perché l’unica cosa che so fin’ora è che, per quanto ti conosca da appena una mattina, non voglio rischiare di farti del male in alcun modo.
- Non mi aspetto nulla.. So che mi sono trovata bene ed è questo quello che conta. Dai accompagnami.

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