- Sei tornata davvero. Abbiamo finito di lanciarci messaggi contrastanti?
- Mi dispiace. E' solo che.. temo per quello che sarà.. o che potrebbe essere.
- Quando ti ho detto di prenderti del tempo per capire cos’è che volevi davvero… Non intendevo che dovevi prendertene per ragionare da sola, spaventarti, e saltare a conclusioni senza aver fatto i conti… Senza me. Conosci la storia del giovane pescatore e del vecchio spirito?
- Non la conosco.
- Chiunque avesse preso alla rete il vecchio spirito, il giovane pescatore l’aveva sentito raccontare tante volte, avrebbe ottenuto qualsiasi cosa. Una sola cosa, ma una cosa qualsiasi. Un desiderio. E lui lo cercò, per quasi cinque anni, con la sua barca… quando finalmente lo tirò fuori dalle acque egli gli confermò che, per barattare la propria libertà, sarebbe stato disposto ad usare parte della sua magia in favore del pescatore. E gli disse di chiedergli cos’è che volesse di più al mondo… Allora il pescatore gli chiese solo una cosa. Gli chiese di poter riconoscere, una volta che l’avesse incontrata, la donna che sarebbe stata la più importante per la sua vita. Non chiese la più bella… la più saggia o la più ricca. Chiese solo quella che sarebbe stata la più importante. Perché più adatta di altre, forse… compatibile… nessuno sa cos’avesse in testa. Ma era la donna della sua vita, che voleva. Non la donna della vita di altri… o la donna perfetta. Per cui chiunque avesse potuto uccidere. E non disse allo spirito di procurargliela… Ma solo che gliela indicasse. Affinché potesse battersi per lei e conquistarla da sé. Sembrerebbe un desiderio saggio… no? Ma lo spirito sapeva riconoscere un desiderio che, in un modo o nell’altro, si sarebbe esaudito da solo. E senza sprecare la propria magia. Gli disse un giorno e un luogo qualsiasi… gli disse un orario, senza dirgli un nome. “Farò in modo che la riconoscerai”, aggiunse. Il pescatore tagliò la rete e lo spirito volò via… Anni dopo… in quel luogo, a quell’ora… lui la vide. O credette di vederla. Si innamorò di lei, alimentando le proprie speranze con la fede che aveva nello spirito… la corteggiò, sedusse e conquistò… Quando lei lo lasciò, tre anni dopo… il giovane pescatore era così convinto che era davvero la donna più importante della sua vita… quella con cui, più di tutte le altre, sarebbe potuto essere felice… che si uccise, impazzito dal dolore. Rendendola, a tutti gli effetti, l’esperienza cruciale e determinante della sua breve esistenza. Esattamente come aveva richiesto allo spirito. Oltre che nessuno che non è un houngan dovrebbe stringere patti con gli spiriti, ovviamente… Le persone hanno il valore che gli assegniamo, Rebeca. E’ con le azioni che si determinano i ruoli e si struttura l’esperienza. Non con le parole e tantomeno con le emozioni. Non è quello che sentiamo, che immaginiamo o che vorremmo sentire riguardo qualcuno, a decidere cosa quel qualcuno rappresenta per noi. Ma quello che facciamo e siamo disposti a fare per lui. E che pianificare, programmare e cercare di calcolare quello che possiamo sapere e decidere noi e solamente noi… e che è influenzato esclusivamente dalla portata della nostra volontà… è solo un modo come un altro per allestire la propria disfatta. E avere un alibi romantico, mentre si cola a picco. Se cerchi di controllare il mare, l’unica cosa che puoi trarne è il terrore di comprendere, impotente, di non esserne in grado.
- Quanta saggezza. Quindi.. cosa vorresti che ti dicessi? Ho paura di te. Ho paura che tu possa prenderti di me ciò che desideri.. e lasciare ciò che non desideri più.
- Ecco… Questo è un esempio di quello che potresti dirmi. Sono troppo vecchio per strappare soddisfazioni fugaci ad una ragazza della tua età, Rebeca. E… Nonostante abbia un corpo per cui si potrebbe uccidere… e un viso in cui ci si potrebbe perdere… Ci sarebbero modi più semplici per togliermi certe soddisfazioni, che destreggiarmi tra te e due bambini. Modi che non farebbero del male a qualcuno come Genevieve. Anche io ho le mie paure. Ma so da tempo che un essere vivente è, prima di ogni altra cosa, un guerriero. E che, in guerra, la paura è l’avvoltoio sulla tua spalla. Scivola come un’ombra su di te e attende che tu faccia un passo falso… ti spinge a farlo. Le affronterò, se si presenteranno. Se. E non gli lascerò scampo.
- Non voglio nulla di "fugace". Voglio delle certez--..
[...]
- Allora siamo d'accordo.
[...]

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